domenica 13 dicembre 2015

Non è pane


Non è pane da portare in tavola, 
Ma sale
O gramigna, 
O vapore,
Su cui ho tracciato,
Con il dito
Una cattedrale 
E una mosca
E il profilo di una galera,
Che intera,
Attraversa il crepuscolo
E la vela,
Squartato il ventre nuvoloso,
Sopito il vento,
Apre a viscere di pioggia
Sulla siccità delle tegole
Di tutte le nostre case.


venerdì 11 dicembre 2015

Sfida il gelo


Sfida il gelo
Rincorrendo la ruota
Il tarassaco.


mercoledì 9 dicembre 2015

Pochi secondi di pace

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martedì 1 dicembre 2015

Baffi nel ghiaccio

Baffi nel ghiaccio.
Faticano le braccia
Del tergicristallo.


lunedì 30 novembre 2015

Gialleggia fiero

Gialleggia fiero
Principe dei tutoli
Il tarassaco


domenica 29 novembre 2015

Accartocciate

video
Accartocciate
Battiti d'ali secche
Vola l'autunno


Cieco lo sguardo

Cieco lo sguardo
Ai rovi s'abbandona
La vecchia casa.


venerdì 27 novembre 2015

Il leone e la gru


Un leone nero
Da un deserto giallo
Ha ruggito fiamme
Su sei zampe forti e senza
Ali o balzi
È volato via.
Una gru lucente
Alta metri e metri
Qualche decina
Cigola piano
Mastica vento
Col collo vuoto e pieno
Di bizzarre lampadine
Lei non vola poverina
Lei ha zampe
Di cemento.


giovedì 26 novembre 2015

La moneta che compra la notte

Tutte le mie poesie cominciano
Con la luna,
Quando c'è
Quando immaginata.
Anche piccole
Asimmetrie di parole,
Anche quelle,
Sono figlie dell'unica moneta
Che vale abbastanza da comprare la notte
Intera.
Riesco a disegnare un portone che si chiude
E l'intera città alle sue spalle
Sulle palpebre serrate.
Le mie?
Le tue?
Non so mai.


lunedì 23 novembre 2015

Il bacio dei dinosauri


Si stempera rapido
Sopra un orizzonte talmente umano da arrossire
Senza nemmeno un paio di guance
Per trattenere la tramontana
Che così scende a pungere le nuche
E riempir le tasche,
Laggiù e lassù,
Il bacio dei dinosauri.
Cacciano fuori le lingue vaporose, 
Protési,
Vivi per fantasia,
O pareidolia
O perché ogni estinzione
Prende corpo nelle nuvole.


giovedì 19 novembre 2015

Vigliaccate da offrire

Dove siete dove siete dove siete?
Io vi guardo
Da vicino
Ho un cuore che ha mani e piedi e labbra e mille 
Vigliaccate da offrire.
Ditemi dove siete dài.
Quante sillabe avete, vi sento,
Che credete,
Delle orecchie ho fatto tesoro, ho fatto 
Miseria e ho fatto 
Vaffanculo
Ma vi guardo, 
Da vicino,
Ho quasi compiuto tutti 
I vostri anni, tutti insieme, 
Ma contati uno alla volta. 
Un uomo senza mani, oggi, 
Mi ha dato tutto, 
Non ho bisogno d'altro. 
Mi avete legato le dita, ma non sciolto 
Ogni deserto.
Ho la macchina piena di biscotti,
Sono stato in luoghi che hanno più occhi 
Che braccia. 
Un ubriaco ancheggia sul suo motorino, disegnando 
Un infinito minore, 
Schiuso,
Selvatico,
Incontaminato.
Gli chiederemmo ospitalità ma il rifiuto è una chimera 
Morta, 
Nel giardino della mortalità.


mercoledì 18 novembre 2015

Fuochi di città



Fuochi di città 
Riscaldano gli alberi
Spogli ma lieti.


sabato 14 novembre 2015

Brilla gioiosa

Brilla gioiosa
La dimora del ragno.
Nebbia di perle.


giovedì 12 novembre 2015

Not my cat

Cerca la nebbia, cercala nelle strade,
Quelle meno volute; 
C'è da farci una vela, 
Una sposa, una bandiera, 
C'è da farci di tutto, tranne forse 
Una chimera. 
Mettiti qui, 
Rischiamo, 
Guardiamola insieme, 
Fotografiamola, 
Lecchiamocela via dalle labbra, 
Aspettiamo lo schianto, la frenata, o il lungo silenzio 
Che ci caccerà via, 
Forse nei letti, forse nei sogni. 
È novembre, dicono, 
Ma sulla pianta di lamponi, al buio, uno rosseggia ancora; 
Poco lontano, sul ciglio, un grosso gatto morto. 
Io leggo libri illustrati, 
Tempero gomme; 
Sperando che non sia il mio.


martedì 10 novembre 2015

Lume notturno


Lume notturno
La zucca più piccola
Incattivisce


lunedì 9 novembre 2015

Azzurri cuciti

Chi è stato chissà, 
A tagliare il cielo così. 
Dove ha nascosto la lama? 
Dove ha trafugato ago e filo
Per cucire gli azzurri? 
Chi è stato a trovare 
Il tempo di cancellare con una gomma 
D'aria e vento l'orizzonte? 
E chi ha ricucito insieme i lembi? 
Domande inutili. 
Gli azzurri, inselvatichiti, 
Si strapperanno di dosso vesti e braccia,
Alla nostra prima distrazione. 
Ce ne accorgeremo solo più tardi, 
Per voce d'Autunno 
O d'Imbrunire.


venerdì 6 novembre 2015

D'aver dimenticato

Lassù c'è una ciotola, in equilibrio precario, 
Piena di buio, ma è solo 
Una luna molto lontana 
Dalla sua forma migliore, 
Che ha rovesciato tutte le stelle 
E a nessuno mai viene voglia 
Di raccoglierle. 

La nebbia che è venuta a trovarci, 
Poco fa, ha rifiutato la sedia, 
I biscotti e le carezze 
Con cui abbiamo cercato di sedurla;
Solo la malinconia l'avrebbe trattenuta 
Ma di quella, non siamo riusciti 
A privarci.

Unendo i capelli 
Che abbiamo lasciato sul cuscino, 
Si può disegnare un vascello 
Affondato 
Dai tesori, ma noi 
Stiamo a luce spenta, 
Senza canzoni, 
Senza lacrime, 
Dimentichi d'aver dimenticato.


mercoledì 4 novembre 2015

Ventre sporco


Quante inutili boccacce sprecate 
A cercare gli echi degli echi, 
Pensando magari si annullino. 
O si facciano 
Forti, 
Come la pioggia al sicuro 
Nel ventre sporco di una grondaia. 

Non è così. 

Ci incanta la pantomima malata 
Dell'ombra lunare, 
Eeppure bellissima, eppure sincera, eppure 
Sconosciuta, 
Quanto un coriandolo a un foglio 
Di carta bianca. 

Sei stata questo per me. 
Lo sei ancora. 
Hai solo portato con te l'annuire goffo 
Della dimenticanza; 
I ricordi, quelli no, 
Quelli sono tutti nel mio taccuino. 
Inconsumabili.


domenica 25 ottobre 2015

Testa di pesce

Testa di pesce,
Ali di pipistrello.
Cirri e nembi.


sabato 24 ottobre 2015

Lieve mi schiaccia


Lieve mi schiaccia
Il peso dell'autunno
Cade una foglia.


mercoledì 21 ottobre 2015

Pittrici di verdi e d'azzurri

Queste mattina di ottobre hanno studiato a lungo. 
Anni e anni di azzurri di verdi lappati delle pozzanghere,
Come cani selvatici. 
Per giorni e giorni aspettano immobili e asciutte, 
Con la pazienza del girasole. 
Poi, una notte, non si sa come, 
Ti dormono in macchina, e se ne vanno prima 
Che tu te ne accorga, lasciandoti 
Quadri ancora umidi, dipinti all'angolo 
Del parabrezza.



martedì 20 ottobre 2015

Quiete rosa

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lunedì 19 ottobre 2015

Goccioline

Ci sarà pure un disegno, 
Uno schema, un progetto, 
A coinvolgere queste goccioline 
Che a migliaia affollano il parabrezza e si fanno
Belle, 
Mostrano i visi lucidi di passione; 
Senza parole, ma con un tremolio, 
Disarmano l'impaccio e la timidezza. 
Se proprio non un disegno 
Almeno la mano esperta del vento 
A pettinarle, 
O quella irriverente 
Della gravità a farle crescere. 
Ora ecco, Una sorride, due si sfiorano e poi, 
Il tergicristallo.



mercoledì 14 ottobre 2015

Topi, ghiandaie


Topi, ghiandaie
gialleggia il topinambour.
Sta per piovere.


mercoledì 7 ottobre 2015

Rotaia


Non piove ma ha piovuto qui
Sulle rotaie che guidano l'occhio senza parsimonia
E ora lucido
è il tremolio della sera.
Sei come il muso indefinito di uno spettro
Che mi bagna i fiori e il basilico
Ma si dimentica dell'oleandro.
Il timore che nel bicchiere
Ci sia più di quanto mesce l'ostessa procace
Si fa ombra sui sassi tozzi
Che ti accompagnano,
Rotaia.
Non hai messo tra me e te
Troppi treni oggi,
Domani forse sarò io a prenderti
E metterti in tasca
Scaldandoti.



venerdì 2 ottobre 2015

Sogninsonni


Fuori é ancora chiaro di luna o che, e intreccio sogni.
Avevo uno scomparto della credenza smisurato, 
E resti di ratti filanti un po' ovunque, dal tetto al pavimento.
C'era una festa d'angolo, nuotatori provetti nel mare di sterpi. 
I piatti erano sporchi e a nessuno importava. 
Insegnavo economia aziendale a una 
Pettoruta sconosciuta seminuda bionda e sorridente. 
Mi ha baciato e aveva una lingua sottile 
Come un lombrico, flessibile e tonico. 
Poi mi sono addormentato, 
Il chiarore ha fatto le valigie 
E si è seduto lontano da me.


domenica 27 settembre 2015

Cade una foglia


Cade una foglia.
Getta nel ripostiglio
Le infradito.


Graffia il cielo


Graffia il cielo
La voglia di volare.
Albe d'autunno.


venerdì 25 settembre 2015

Hic sunt

Venite a prendermi qui dove non avete regno perché non avete abbastanza bottiglie e lattine e bicchieri e piatti e modi di dire e voi nemmeno modi per morire. 
Venite a prendermi qui sopra le gambe lunghissime che hanno a volte i semafori e le magie che ti fanno le streghe che ti hanno succhiato via le energie con gaudio e fantasia. 
Venite a prendermi qui voi che avete una mano sola scadente e senza nemmeno una regina. 
Venite a prendermi qui voi che avete un lavoro mille figli di cui ne fate uno è una moglie di cui fate zero. 
Venite a prendermi qui mentre striscio una macchina e tutto ciò che sapete dire è che dovrei chiamarla automobile. 
Venite a prendermi qui dietro alcuni fanali rossi e con occhi di gatto portati in trionfo da tutti quelli che ne hanno avuto pena e disgusto. Venite a prendermi qui a notte tarda. Perché sono lo spettro che affascina le vostre case e le vostre vanità
Venite a prendermi qui dove le mani hanno pochissime dita forse nessuna forse una sola e pare una montagna. 
Venite a prendermi qui dove nel palmo mi sta un culo intero e su quel culo hanno costruito una città e in mezzo a quella città c'è un mare dove galleggia un pianeta e in mezzo a quel pianeta c'è un mare dove galleggia una città. 
Venite a prendermi qui mentre parlo con un barista che ha mille anni e mille occhi ma tutti chiusi e io ripeto ancora stantio ed imperterrito Venite a prendermi qui... E qui... Venite.


martedì 22 settembre 2015

Troppi cuscini, troppo pochi


Non ho voglia di sentire la mia voce che parla come fosse un muso 
Di scimmia in faccia a questo telefono che non può - dice lui - accedere alla rete ora. 
Non soffro il letto grande quanto i troppi cuscini, o i troppo pochi. 
Tengo la finestra accesa e le luci della strada illuminano a giorno la stanza. 
Ma non ha importanza: dormo lo stesso, senza fame o freddo o fiori o soldi o viltà, 
Con una buonanotte sulla spalla è un'altra andata via, ma dove non si sa.


domenica 20 settembre 2015

Voinonio

Su quelle montagne, sotto, quelle montagne,
Riposa un mostro grande e gibboso.
La pensavo così, da piccolo, mille anni fa,
E la penso così ancora adesso, anche se non vedo più la coda, o le corna.
E a questa sera pesta, che non regala nulla,
Regalo io tanti mezzi pensieri, uno appeso all'altro, come cani che scopano
Senza coscienza o morale.
Fatevi avanti, miniere di livore,
Protestate ché quello,
Sapete fare, e glorificare, difendere, meravigliare.
Solo quello.
Tutto ciò che ho è una mano di colore
Asso, re, donna, jack, e altri semi
A germogliare nelle mani, senza conoscerne le parodie,
Le precisioni,
I versi obnubilati dall'eccesso.
La grappa, che ha fatto con me una sega, mi interroga e dileggia:
Voi non siete qui, non giudicate.
Voi siete solo ciò che disprezzo, ogni volta che disprezzate.


sabato 19 settembre 2015

Gatti, vipere, città


C'è un gatto acciambellato nel mio orecchio
E una vipera che annega nel suo secchio
La città intera è cresciuta 
Sul riverbero di una squama
Le finestre grandi quanto una facciata
E il caffè che bevo con la Luna
Si mangia tanto zucchero quanto una borgata.


martedì 15 settembre 2015

Unicità, sempre dall'oblio


Non c'è poi molto da salvare
Nel baluginare
Di tutte queste pozzanghere tremanti:
A malapena mettono su
Una idea di faccia
Di fronte alle insegne dei bar
O delle pizzerie.

Né nelle stazioni radio pare 
Esserci una qualsiasi vendetta
O abbandono:
Sempre le stesse canzoni, 
pesci poveri pescati dalla riva
Di fronte a un oceano di cui 
Non si conoscerà mai la fine.

Domani fa le bizze, invecchia, scapriccia. 
Non abbiamo il fiato di trattenerlo e fatico,
Io che ho scelto l'indistinto,
A tenerlo
D'occhio, fermo e a bada.

Il latte caldo è una luna nel bicchiere,
Mi sono caduti tutti i denti, gli occhi e buona parte delle delle dita.
Fuori non piove più ma l'alba
Non verrà, ne manderà a dire
Del perché ci lascia soli.



giovedì 10 settembre 2015

Lampi dall'oblio




Sto fuori, fa freddo, mangio arachidi.
Getto i gusci e il loro rumore 
Nel cestino del Comune, a far compagnia 
A rifiuti meno nobili.
Non piove, bevo birra, ascolto Above.
Il nero in cielo scimmiotta l'apocalisse.
C'è un matrimonio, sotto un portone, da qualche parte.
Entro la fine del mese non sarò andato a un funerale. Non vado mai.
Fino a poco fa si udivano le Frecce,
Il cielo sopra la polizia municipale e una teoria di scie, 
Nuvole e divergenze.




Le luci della strada sono forti, hanno sete di buio.
La sveglia si è acquattata sul comodino già da un po', in agguato, 
Ma il sonno é andato in bagno,
Mentre io sto qui a leggiucchiare.
La buonanotte ai dormienti
È un atto dovuto.


lunedì 24 agosto 2015

Non è più qui



Non tornerà.


martedì 18 agosto 2015

Dal gheriglio

Quasi quasi mi faccio un caffè
Guardo di lato il domani, come Obama
Che si finge indifferente dopo aver importunato
I conigli.
Quasi mi lascio stordire dall'odore del doposole
Sul sole che non mi ha stordito
E leggo una piccolissima storia nera
Ché per gli altri colori, non ho più passione.
Quasi quasi mi vesto, guardo di lato ed esco
Di casa, di senno, dallo schema e dal mezzo
Gheriglio 
In cui mi sono riparato.
Quasi fisso prima, sette cifre,
Potrebbero bastare a sparire, sciogliere
Il morso all'allerta e alla sua
Disattenzione.
Declinerò i tuoi inviti sociali
I tuoi vuoti di cuore, le tue offerte gentili
E anche le tue parole, mondo,
Tutte, al singolare.



domenica 16 agosto 2015

Nottemattina

Bevo l'ultima sangria, 
Sul piccolo scalino di marmo, 
Che separa casa mia dalla piazza e da tutto 
Quel che viene dopo. 
Persino una vecchia canzone
Inutile di Billy Idol 
Sembra avere qualcosa da dire,
Ma non me ne accorgo.
Questo è kiwi, questa è uva, 
Questa pare arancia ma è limone 
E vola lontano fino all'asfalto, masticato,
Sotto un tetto di grilli che non ripara 
Da goccia alcuna.
Questa è pesca, quest'altra anche, 
E succhiando alla fine spoglio 
Il bicchiere. 
Non si vergogna: Il fondo è nudo, 
Nemmeno un chiodo di garofano 
Dove appendere le traiettorie 
Dei pipistrelli, 
Nmmeno una zanzara, 
A tenermi compagnia. 

E di domenica mattina la colazione 
Ha le gambe lunghissime, il fiato fresco 
Delle piovosità. 
Arriva con le mani calde, le tasche vuote, 
I discorsi noiosi di un vicino vecchio 
E invecchiato; 
Arriva e porta il caffè, 
Briciole per i passerotti e un brandello 
D'uno di essi per Tsipras, 
Come golosità. 
Porta poche ma vaste 
E voraci verità: 
Che lo yogurt ha senso solo 
Bianco, con la giusta consistenza,
Che gli abbracci non sono 
Poi 'sto granché,
Che il latte scopa bene con la cioccolata
E le fette biscottate sono felici 
Soltanto con uno spessore 
Raddoppiato a forza 
Di marmellata.


lunedì 10 agosto 2015

Era l'alba

Cosa fai tu 
Alba 
Qui davanti a me 
Scappata via senza mutande 
Senza braccia 
Senza mani 
Senza faccia 
Senza un qualunque sole? 

Cosa fai qui 
Affacciata 
Alle finestre 
Agli alberi 
Ai campi di mais 
Ai cortili 
Alle credenze? 

Cosa racconti tu, 
Che promani dagli orizzonti e dalle disattenzioni? 

Mettiti subito le budella in tasca, 
Scostati, 
Corri via, 
Lascia fare chi ne sa di più. 

Non è il tuo tempo, 
Non hai spazio, 
Né incanto. 
Ti gratti il culo, 
Sbadigli e noi, 
Indifferenti, 
Lasciamo fare.


lunedì 3 agosto 2015

Badu




domenica 2 agosto 2015

Findechets




sabato 1 agosto 2015

Luna blu


Ti ho chiesto la bocca
Per guardarti in silenzio.
Affondare una mano fra i capelli
E gli occhi nel cerchio 
Perfetto
Della faccia blu.

Ti ho chiesto 
Di spingere affogare ingoiare ricominciare
E ho messo distanza
Tra i lombi e il cuore
Da non arrivarci a piedi
O svegli
O disarmati.

Ti ho preso inclemente
Dal palato alla nuca e poi
Inarcato alzato affacciato spento.
Ho camminato via
Da disteso
E messo distanza
Tra tutti gli occhi
Ombrosi di questa faccia blu.


venerdì 31 luglio 2015

Fromdown Todusk



Pioggia mojito scerbanenco.
Tsipras domina una sedia,
Si rilassa, 
La colpisco negli occhi a tradimento, 
Rrapido, 
Col collirio. 
Scuote la testa e una goccia 
Giallastra ferisce 
Il cuscino.
Per alleati ho una felpa, 
Una lampada ikea, Menta 
Lavata dalla pioggia. 
Mi addormento su quattro sedie, 
Allineate
Assieme ai Blur e a Florence, 
Ma non stiamo stretti. 
Ci svegliamo con i muse 
E le muse, 
Facciamo colazione in piazza, 
Sotto le briciole del temporale, 
Fromdown todusk; 
Finiamo il racconto: due muoiono, 
Ma meritatamente.




venerdì 24 luglio 2015

Pennacchi secchi

Quando un sole mansueto macchia
La tela zucchero
Sopra i pennacchi secchi
Del mais.
Non capisco mai se sono i tronchi, 
Le ombre sottili
O l'orizzonte
A togliere dalla bisaccia un nuvola
E rattoppare
Coprire
Germinare contorni di luce e
Vapore.
Fanno festa
Comunque 
                      [pazze e nude
Le cicale.


giovedì 23 luglio 2015

Vita spalancata


Ho preso il vizio 
Di vivere con le serrande alzate, la finestra
Spalancata,
Senza portare con me nel sonno luce
Occhiali
Libri 
E mutande
Tutt'al più un buon antizanzare
Per alleato.
Mi sveglio così prima delle sei
Con tutti i sogni maschi ancora addormentati
Seduti sulle ciglia
Nella gloria del mattino.
Per colazione volume e yogurt,
caffè e nudità, 
Il tempo di pensare a tutte tante troppe cose
o troppo poche.
La dieta del togliere i limiti al bere 
E al correre porta i propri frutti
Non sono dimagrito
Ma ho distrutto le scarpe
E sono dovuto andare al mare
Per correre scalzo senza poter schivare
Il cifciaf delle onde
Impertinenti
Che mi bussavano alle caviglie.
Non ho aperto, non serviva
Entrano la notte, schiumanti, dalla finestra
Spalancata.




mercoledì 22 luglio 2015

Lune senza nome

Sono cose che non hanno un nome
Sono cose che vanno via
Che mettono l’ombra davanti ai propri piedi
E inciampano.

Sono cose, siamo cose, 
E le persiane abbassate le chiudiamo con le ciglia
Per non vedere la morsa
Stretta al cuore che verrà.

Chiusi dentro,
O chiusi fuori poco importa
Mangiamo le mani alle carezze
Per non udirne il bisbigliare.

Siete cose, siamo cose,
Che non hanno un nome, né una faccia,
Ma un sorriso quello sì, e non dipinto, non perfetto
Non un taglio scuro, in una maschera,
Non una piega magra, in un volto ossuto
Non una follia senza gambe, in un petto vuoto.

Siamo cose, sono cosa,
Se non smetto di pensarti
Falce o ghigno
O aggraziato 
Bagliore di moneta
Fuggita dal mio scrigno.



Pollo e ananas

Ho corso. 
Piovo. 
Taglio l'ananas col coltello grande,

Mi pungono la schiena, mi gratto e la punta 
Si bagna di sudore.

Metà ananas si mangia, come dice il nutrizionista, 
Dopo lo sport e prima dei pasti, 
Dopo gli smarrimenti e prima di dimenticare.

Tsipras ha ancora gli occhi gonfi, 
Non vede ma mangia, 
Come molti di noi.

Del cetriolo lascio un po' di buccia,
Dell'insalata solo le foglie croccanti, e delle mandorle, 
Preziose, 
Ne faccio metà, ma le mangio tutte.

La birra sa di fiori d'arancio
La cucina di Mad Season

I semi di papavero sono volati via, 
Soffiati dal ventilatore, ma ne avevo ancora.

Avanzano zucchine, gamberetti, baci, pasta fresca.

I pipistrelli disegnano ghirigori sull'asfalto della piazza. 
Alzo gli occhi, ma non li vedo più.


martedì 21 luglio 2015

La sete, di domenica sera


Era domenica, poco fa, 
Dicono lo sia ancora. 
Era domenica con la sua faccia rotonda,
Sorridente,
Le timide sottili rughe che hanno mandato avanti
Soltanto la loro ombra.
Era qui
Aveva caldo sete e sonno assieme a noi,
Che li abbiamo ancora, 
Domati a stento 
Dall'imbrunire e dalle perle,
Dolcemente malinconiche,
Sopra indice e pollice
Stretti
Umidi
Sul bicchiere.


sabato 18 luglio 2015

Tesori in viso




Ti ho seppellito in viso
Un tesoro:
Un grappolo di gemme scintillanti
Sedute a cavalcioni
   [Altere]
   [Tintinnanti]
Di ogni volta che sorridi.

Imprigionata la mano
Ho disegnato
Il pensiero tuo selvatico:
Un ricordo di rugiada
   [acquattato]
   [chino]
In tutti gli echi di un mattino.
Serbati nelle scarpe
Della leggerezza tutti i chilometri
Percorsi da qui
A dove mescolammo i respiri
E le dita.


venerdì 17 luglio 2015

Triangoli e stelle


Disteso sul cemento, 
Su un asciugamano che non ama 
La sabbia, 
Tsipras dorme al fianco, 
E un cuscino con dentro qualche sogno, 
Ad accompagnare l'occhio in alto, 
Nella cornice dei tetti. 
Ci sono solo tre stelle, 
Luminose quanto vorrei, ma possono bastare: 
Costruiscono un triangolo 
Che si può quasi suonare.


domenica 12 luglio 2015

Tutta e piccolina


Tutta e piccolina,
Le natiche raccolte in preghiera
In un palmo soltanto,
Il mio;
Gli occhi chiusi
Per spalancarsi azzurri
Come briciole di cielo
Che hanno macchiato le lenzuola.
E tutta
E piccolina
Tutta piccolina
Un graffio
Che attraversa correndo a perdifiato
La schiena
Taglia il collo
Sbatte contro il lobo
Umido
Dell'orecchio,
Dilaga in fremiti, brividi, sussulti;
Si incastra fra gli inguini, sbatte ancora:
Burrasca sugli scogli, imprevista
Confidenza.


Desideri neri


Sembrano battiti di cuore, queste percussioni
Francesi
Inquiete
Antiche
Che ogni volta afferrano dall'andito remoto
Le mie lacrime e le portano nella luce
Della luna
Anche quando manca, anche quando è girata
Dall'altra parte.
Noir desir
Membro onorato del gran consiglio dei demoni
Candidi
Amanti della nostra pace perduta.
Quanti sono?
Hanno capelli biondi e ricci, piccole automobili
Figlie impaurite agli angoli del letto,
Muse morte e putrefatte,
Cuscini sporchi di sogni.
Io non mi difendo
Quando mi dormono dentro
Sulle costole
In bilico
Russando
Senza lasciarmi dormire
Né vegliare.



 

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