Le mie penne vengono dai barattoli
Dalle credenze
Dai cassetti delle cianfrusaglie
Vengono dal trauma
Dei tappi perduti anni fa
Prima di imparare
A scrivere.
Vengono da uffici
Fabbriche banche
In cui non ho camminato mai
Hanno le molle allentate
Arrugginite
Perdono i click sul notes
Sui polpastrelli unti
Di patatine senza glutine
Le mie penne
Si emozionano poggiate
Vicino ai bicchieri
Ai libri
Al tuo telefono
Sotto i tuoi vestiti.
Non sanno scrivere di tenerezze:
dai loro stomaci satolli
Le parole cadono disciolte
In lineette, curve
E puntini senza direzione.
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