martedì 25 luglio 2017

Parole nel Cappello


La pioggia forte stacca ombre
Dal selciato
Sradica fiotti di muschio dalle attaccature,
Spezzerà la camminata del bambino
E del superstizioso
                   [domani

Siediti qui,
Dove ha volato la rondine,
Spartisci il sogno fatto 
Tra occhio e profumo,
Rassoda il vuoto con le pagine 
Di un libro.

Stiamo nella scatola 
Dei giochi dove perdemmo
Un tempo non lontano il nostro
Balocco preferito
Sprofondato
Senza più essere cercato.


venerdì 14 luglio 2017

Aghi e pece


Aghi e pece
L'ombra delle cicale
Scalda il mare.


venerdì 23 giugno 2017

Tu sei una sirena


Tu sei una sirena
E ti corichi sulla punta della penna
Mentre fischia il biacco dal nido
E pena
La piazza deserta
Senza luci e voci
In fianco al mio androide paranoico
Vecchio di vent'anni.
Come le bestie, rischia il cibo a terra
L'avvento della formica
La scia
Della lumaca
L'addio del capello e della foglia.
Attorno alla coda a squame 
Rimane il gorgoglio di te
Sirena
Che galleggi sul rum nel mirtillo
Sulla doccia a tarda ora
Sul bicchiere brillo che il bordo sfiora
Di rima morta e prevista e nuda.
Sirena sei tu, sei tu avventato seme
Sparso a seccare, sulla pelle cruda
Abbi pità
E fede e fretta e sonno e sete
E trova tutto questo senza
Scomodare il passo lieve.


sabato 10 giugno 2017

Stelle masticate


C'è già luce adesso
E ha masticato la coda a tutte le stelle 
E mastica ancora. 
Alcune guardie di sonno
Si sono messe al volante,
Mentre i ladri di sonno
Si affrettano a chiudere le auto
Le porte e le persiane,
E slegata la faccia
Nascosta in un cuscino
Si fidano ancora delle sveglie
Delle canzoni 
Dei biscotti massacrati dal latte 
Troppo caldo. 
Il caffè 
Divinità del loro Pantheon impoverito
Sgambetta sull'anta dell'armadio.
Fate
Distributori e zanzare invece 
Non sono mai andati a dormire.


sabato 27 maggio 2017

Un vecchio russa ancora




Gli uccellini cantano e forse 
Mi hanno rubato la voce
O forse 
L'ho dimenticata in qualche cassetto
Nella cucina del castello
O nella credenza
Del manicomio.

Fa caldo da oggi
Fuori si cammina
Senza l'ombra del freddo
E non indosso la maglia da hockey
Per dormire anche se l'acqua 
Per i piatti l'ha scaldata il fuoco 
Anche se l'innaffiatoio
Ha messo il muso
E mentre scrivo poesie
Senza occhiali
Un vecchio ubriaco russa ancora
Sulla panchina.

Un tempo l'avrei soccorso
Anche se è più giovane di me
Un tempo di notte avrei avuto negli occhi
Le lucciole e i sospiri.


martedì 16 maggio 2017

Ombre lunghe


Viene anche oggi
La sera
A bussare sul tavolo
Davanti al mazzo di carte,
E le mani
Delle ombre lunghe 
Si allungano sulle ombre.

È l'ora di mettere a letto i nostri spaventapasseri
Le fragoline di bosco si affacciano 
All'angolo dei pensieri
In piccole selvatiche aiuole.

Nebbie forastiche
Dormono sul divano di trifoglio
E un alleluia 
Mangia le dita ai bicchieri di vino.

Accendiamo l'ultimo fuoco:
Lo scricchiolio
Desterà le rose
E i vampiri.


giovedì 27 aprile 2017

Le dita, le rondini


Ho dimenticato le dita tra le tue gambe. 

C'era un tesoro, lá
Un guizzo formidabile 
Di vibrazioni e
Ho pagato pegno 
Per frugare 
E trovarle,
Per disegnare le traiettorie meno arcuate,
I sospiri non ancora nati, 
E adesso
Che non le ho rivolute indietro
È complesso fare il caffè,
Aprire le finestre,
Chiudere l'orgasmo in una scatola di labbra serrate. 
Le rondini 
oggi che sta piovendo
Non tornano ai soliti nidi.


venerdì 14 aprile 2017

Ma lei, la mattina



La vedo spesso la Mattina
buttarsi via
Celarsi
Scomparire in strade
Poco frequentate
In caffè ingollati
Semafori anticipati.
Pulirsi gli occhiali
Senza cura
E senza cura
Restano le sue mani inoperose
Sopra un volante.
La vedo muta,
Parlare di tutto con sussiego,
Lamentarsi
Soprattutto
Faccia a faccia 
con le scarpe dimenticate
Dal pomeriggio.
A lei non vanno bene:
Zoppica
Traballa
Cade
Ma lei
La Mattina
Le indossa
E di prendere coscienza di sè
Soprattutto
Si dimentica.




giovedì 9 marzo 2017

Ottodeltre


Tutte le strade i sentieri i viottoli i voli pindarici

Tutti i bordi i confini 
Tutti gli slanci
Tutti portano al seno e al solco
Alla piega che dirama la rotondità. 
E di tutti 
Nella spavalderia angusta della maschilità 
C'è timore 
Anelito 
Melodia ricercata.


martedì 7 marzo 2017

Tramontana


Non lesinare in mietitura, tramontana
Non in stille e ombre illuni
Scuoti
Attacca i calcagni
Germina tempesta

Sei o non sei la mano guantata
          [monda
Del cielo?
Sei o non sei chi spettina, ammala, rinchiude,
Chi getta negli occhi polvere
E universi?

Siamo rimasti chiusi fuori
Per te  per le tue carezze
Cedendo terreno al terreno
Cuore al cuore
Condanna alla guarigione.

Siamo quelli che elemosinavano
La differenza tra rubare
E rapire
Quelli che hanno mescolato poesie 
E liste della spesa
Quelli che girano
Nell'imbrunire della vita con un secchio
Pieno di cenere.

Oramai piove, tramontana.
Tu spavalda ci hai salutato
Ma non abbiamo fatto
Posto allo sgomento,
Alla noncuranza,
Alla rotondità.

Nel nostro secchio di cenere
Ci cagano i gatti.




lunedì 6 marzo 2017

Creditori


Piove e tutte
Queste gocce chiedono una guida
                                  [Un pastore
Il riflesso sgarretta sfiorando i tombini,
Spreme dall'asfalto la luce
E spicca il capo ai fanali.

La cena intanto si dispone.

L'imbrunire procede per linee 
Rette e precede
Il sepolcro d'ombre.
Ma i creditori ragionano
Per latitudine,
Domandano densità
Sono i giorni di ogni giorno.
Li ignoriamo per convenienza, pigrizia,
Mancanza di talenti, 
Anche se loro mai
                       [Questuanti accorti
Han preteso denaro.


mercoledì 1 marzo 2017

Gabbie di legno



Gabbie di legno.
Il bosco imprigiona
Ombre smagrite.


Il mestiere dei palloncini


Che mestiere fanno i palloncini 
Se c'è il buio e piove forte? 
Dove portano a passeggio
Il vagolare delle proprie leggerezze?
E dove vanno a dormire le belle 
Canzoni 
Scacciate nei deserti
Di troppe parole inutili?
Alcune non sono forse morte
Seccate 
Fattesi polvere
Da soffiare via 
Negli archivi dimenticati
Della memoria?
E le lucciole?
Le fragoline di bosco?
I petardi?
Le filastrocche?
I fiordalisi?
Le poesie imparate a memoria dall'inizio alla fine
Che fine hanno fatto?
Che giorno era quando ci hanno salutato?
Su quale fiume si sono imbarcati
Mentre noi cercavamo di catturare a mani nude
Dei pesci senza sapore
E senza tasche?


mercoledì 22 febbraio 2017

Mari senza rive


Vieni qui, 
A seppellire l'ombelico 
Nell'ombelico.
Vieni a raccogliere le lune
E spezzarle, farne semicerchio
Sulla schiena.
Chinati.
Schiaccia la guancia contro l'infinito
Sussurragli di beltà e fraintendimenti
Schiudi il morso all'impeto
Lanciati al galoppo
Piega
Spalanca
Scuoti
Prendiamo in mano
Questi mari privati delle rive
Siano limpidi nidi di gorghi
E frattali di conchiglie
A confinare 
Ciò che non ha nome, ma chiama
E disarma.
Le regine
Nell'impero dei movimenti
Siedono sui polpastrelli
Aprono
Sfiorano
Danno
Toccare è marea
Le foci entrano e parlano la lingua
Delle lingue,
Sulle schiume più agitate
Siede il sovrano
Lui
Che viene
Senza che vi sia un luogo per.



domenica 19 febbraio 2017

Bucaneve e spine

I bucaneve si sono persi

In questi inverni caldi
Smarriti 
Schivano i calcagni e le primavere 
Pagano dazio ai crochi 
Doppiamente variopinti,
Usurpatori di vocali chiuse. 


Scremando gli sguardi

Con un borbottio ordinato
Si chinano a leccare
La faccia all'erba.

Sulle ombre ancora lunghe

Dei rami secchi 
Che ne carezzano la nuca 
I germogli 
Paiono spine.


domenica 12 febbraio 2017

Comandamenti


È stato incidendo
A piccoli morsi la pergamena
Tremante delle labbra.


Ho disegnato il volto
Coperto dalle mani a coppa
Di un desiderio: 
Gambe e braccia e ali e coda 
E il dettaglio della barba a sprazzi
Incanutita e crespa.


Con un polpastrello, 
Interruttore che non interrompe 
Ho sciolto i lacci alle nocche
Svelato le code degli occhi
E un firmamento di qualcosa
E' caduto dal primo bacio
Senza farsi male
Sui seni scoperti


Il desiderio è rimasto aggrappato
A socchiudere le labbra
A farne fessura sibillina 
Per un intero
Appassionato e nuovo
Comandamento.


giovedì 9 febbraio 2017

Come non averti


Come non averti qui
Nella torta poco cotta che ha mangiato il gatto
Nelle mani stese ad asciugare
E nelle crepe
Delle mura insuperate 
Delle mie mancate verità.
Come non averti
Qui dove si rovescia la pioggia
Dei miei lombi
Dove divaga il sentiero
E nel pertugio aperto dai passi
Si fermano gazze e scoiattoli
Come non averti qui ora
Di fianco alle cretinate
E in groppa a un cavallone
Di entusiasmo
E belle canzoni.
Sulla pergamena sbiancata
Coi denti e la saliva
Hai scritto i nomi e i cognomi
Di tutte le stelle
Che ti sono cadute addosso
Senza spostarti
Come non avessi qui
Un posto
Per metterle.


martedì 7 febbraio 2017

Facciamo facciamo che adesso

Facciamo facciamo che adesso 
Mi stendo e incrocio le mani 
Sul petto 
E per far posto alle mani 
Si spostano papaveri e fiordalisi
Che vanno a rubare il posto alle margherite
Che vanno a rubare il posto alle stucchevoli rose
Che non trovano di meglio che crescere sull'asfalto
Schiacciate così le spine come il profumo.
Facciamo facciamo che adesso
Apparecchio un tavolo di posate e prigioni
La sedia tessuto di bugie
I Piatti di paglia
Odorosa d'estate
Oppure terra
Secca e senza semi.
Facciamo facciamo che adesso
Porto a spasso l'appetito
Fino a dove cominciano le montagne
E lì lo abbandono
Come si fa con un bicchiere vuoto
Nell'osteria ubriaca del sabato sera.
E facciamo facciamo che adesso
Invece di tornare proseguo
Rincorro una formica
Un rigogolo
Un cirro
E tutto resta così
Riassegnato agli spettri.


domenica 5 febbraio 2017

Mi cade la testa


Mi cade la testa
A ogni curva e ogni dosso
Dicono sia influenza
Ma io so che non è vero
La vedo rotolare dal freno all'acceleratore.
Poggiata sul sedile
Cade di nuovo
E guidare diventa un atto di concentrazione.
Mi cade la testa
E dicono sia stanchezza
Ma io so che non è vero. 
Sono andato a raccoglierla in birreria
Sotto il letto
Nella cesta dei panni sporchi
Faceva la sua figura
Sulla mensola
Insieme alle altre,
Ma è caduta di nuovo,
Senza farsi male e senza
Farsi vedere
Si è perduta come si perde
La pazienza
O il tempo
O un punto all'uncinetto.
Cade, cade ancora,
Forse è colpa del rasoio nuovo
Dei baffi storti
E della barba che non pesa
Abbastanza.
Vado a cercarla.
Non aspettatemi.
Buttate un occhio
Piuttosto
Dove vi siete sbucciati un ginocchio
Per l'ultima volta.
Se la trovate,
Ridatemela.


lunedì 30 gennaio 2017

Vetro vuoto


Mentre leggo a voce alta le poesie di Elisa
Ho unghie e capelli e barba troppo lunghi e a volte
Sbaglio gli accenti 
E le tensioni.
Un vetro vuoto occhieggia languido dalla mensola
Mia madre ha mangiato tutti i marshmallows
Anche quelli seccati, vagamente bitorzoluti.
Un altro vetro vuoto è stato lavato
Da poco e per lui
So dove vivono gli orsi
                         [gommosi
E i cuori dalla pelle ruvida
                         [di zucchero.



venerdì 27 gennaio 2017

Potresti venire qui


Potresti venire qui, adesso
Il fuoco galoppa incandescente
Minaccia il gelo acquattato
Negli angoli
Mentre leggo poesie povere
Di boria
Con le scarpe
             [piccole
             [e senza suole

Potresti venire qui
C'è il Buon Inverno
C'è il tè allo zenzero
C'è pace e io giocherei
Col tuo sedere bizzoso.

Posso leggerti una storia
Posso scrivertene una
Forse strapparti
Tutte le cuciture
E indossarti come una regina.

Potresti
Venire qui adesso
C'è spazio tra le mie costole riottose
Tra i miei complicati sospiri
C'è il posto che ti compete.


martedì 24 gennaio 2017

Addormentarsi scomodi

Mi piace arrendermi a questo gelo 
Coriaceo e chiacchierone
Dormendo sul divano scomodo
Al crepitio della fiamma
Con coperte improvvisate e fantasmi
Sinceri
O anche scaldarmi a gambe incrociate
E grandi scodelle
Di latte e apatia
E caramelle 
Gommose e spaventate.
Mi piace questo Collodi 
E la sua fiaba vivace
Di Pipì e sonno 
E altre discrasie,
Nei metri che separano
Il culo dall'interruttore 
Galleggia il mare del sogno
Sventato dai Depeche
Dagli occhiali caduti,
Da tutto ciò che non è ancora domani
Né oggi.


venerdì 13 gennaio 2017

Nei fiammiferi


A casa mia non ci sono fiammiferi 
Nessuno fuma e gli accendini 
Hanno quel sorriso comodo e senza ombra
Della modernità. 
Abbiamo caricato così
Lo sfrigolio, 
Il ritmo scrosciante della scatola agitata,
L' odore dello zolfo
Le dita scottate
L'immagine di un nonno intento a bestemmiare,
Tutto sul treno 
Senza ritorno dei ricordi lieti.

Ora a poco vale
Ricomprare;
Meglio correre avanti
Sfrigolare di fiamme
E diavolina:
Cercare nello scoppiettio del fuoco
Il borborigmo di una nuova identità.


martedì 3 gennaio 2017

Interpol e lumaconi

Non ho cercato a lungo chi potesse accompagnarsi ai lumaconi, 
Striscianti miseri e scalognati, tra funghi e pomodori. 

La mostarda, senza dubbio, e formaggio e culatello e poi loro, 
Quelli col nome da poliziotti, con quel disco meno bello del primo, 
Come tutte le cose, 
Ma tutto uguale in un modo delizioso.
Da Evil a Slow hands si cuoce il sugo, 
Il resto delle serve per mangiare, mentre il calcare può aspettare, 
Ora non c'è, e la birra, 
Anche se non è la migliore che ho, oggi è cinese, 
Perché le cose a volte devono essere anche adatte e soltanto adatte. 

Ora si mangia, perché tutto raffredda in fretta 
E così è da sempre.


lunedì 2 gennaio 2017

Buoni propositi


E per i buoni propositi ormai
Cosa ci resta?
Molto poco, quasi niente
Forse solo ricordarsi che un fuoco d'artificio
Continua a vivere solo quando diventa
Incendio
E tanto più lunga è la sua storia quanto
Più sono i danni che provoca; 
Forse è solo ragionare
Sulla striscia d'ombra che mantiene ghiacciata
L'erba
Che si spezza al tocco
Delle dita.
Poco altro ci resta.

La misericordia, la pena
I ricordi struggenti dei vuoti e delle dolcezze mancate,
Li vogliamo cancellare tutti
Nel buco nero di un numero di 4 cifre,
Illusi 
Scontrosi 
Falsi 
Ci costruiamo attorno mondi governati da leggi
Governate dalle nostre impressioni,
Convinti che nel buon anno
Possiamo mettere tutto e invece 
Dimentichiamo tutto. 

Domani farà freddo e chi uscirà di casa
Senza giubbotto 
Sarà dato in pasto ai brividi.
Ne siamo consci eppure 
Qualcuno ancora ci prova,
Qualcuno
Sa fare del sacrificio
Una perplessità.



 

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