domenica 19 giugno 2016

Gatto a colazione



Mangio un gatto per colazione.
Resta accucciato e immobile
E non c'è nemmeno un primo morso,
Non c'è la presa di coscienza delle membra spappolate da calore
Morbide e sfatte sul pavimento
Liscio e metallico del cucchiaino. 
Il gatto non è solo.
È la volta del gufo 
Che dorme, perché è giorno fatto,
Del maiale e dell'elefante
Che ammorbidiscono compatti e gonfiano ebbri di latte e profumo,
E poi tocca alla lepre
Perder subito le orecchie
Che non saranno masticare
E della tartaruga che invano oppone il guscio.
L'uccellino , quello no, osserva la scodella semivuota e vola via
A chiudersi in scatola
Gorgheggiando
Per dire che è mattino,
È mattino e altro
Lui non sa.


giovedì 16 giugno 2016

Il grano miete


Il grano miete
Filo spinato e nuvole.
Spighe piegate.


sabato 11 giugno 2016

Annegamenti

Metto la testa sott'acqua. 
Resto giù, resto fermo, 
Le onde sbattono sulle spalle.
Ascolto di un identikit. 
Lo ascolto più e più volte, senza riconoscere nessuno.
Dice che i cuori rotti generano pioggia.
Io ho la testa sott'acqua, non mi preoccupo.
E potrei avere le orecchie piene di sabbia.
E potrei non averne uno. 
Non averlo avuto mai.
Il sole intanto mi spinge più giù, 
Ora la schiuma sfiora i fianchi.
Ora la risacca li colora.
Respiro,
Ma i polmoni si riempiono solo di sale.
L'ombra di un albatro mi taglia la testa, 
ma non cade. 
Faccio due paesi indietro.
Il cavallone più selvaggio 
Mi spettina appena.


giovedì 9 giugno 2016

Chiari Scuri

Tra i Chiari germoglia una striscia di pelle grigia e sottile. 
Apre l'occhio e una pupilla 
Di decine e decine di metri si imbelletta 
E sazia di fuochi d'artificio e orchidee.

Gli scuri si ritirano, timorosi e intimoriti. 
Mettono su un confine frastagliato, 
Un muro di fronde e nidi di drago. 
Si vedono sconfitti e pregano la pioggia, 
Loro dea e creatrice, con la cecità 
Delle tribù abbandonate.

Basta uno scroscio. 
I Chiari si ammalano, si riempiono di macchie 
E macchiette, 
Recitano la parte della vittima boriosa 
E sfoggiano sorrisi sghembi e furiosi, 
Di sconfitta. 
È una pena vederli svanire in un oblio 
D'umidità.

Gli Scuri si distraggono. 
Vanesi vaneggiano di vittoria, 
Di supremazia dell'ombra annunciata 
Dal canto degli uccelli all'alba. 
Ma attorno a crepe e tombini già 
Va crescendo la rivolta. 

Terroristi, partigiani, ribelli 
I Chiari si fanno spazio fra le curve 
E le strisce pedonali. 
Piccoli mostri dalle fauci spalancate rinascono.

La guerra continua non smette mai. 
L'asfalto e i suoi Chiari Scuri 
Han volto, e cuore umano. 

Calpestiamo un campo di battaglia, 
Ma non ce ne accorgiamo.


mercoledì 8 giugno 2016

Eserciti differenziati


Guido scalzo. 
Ed è sempre notte quando guido.
E misuro le persone in fanali e velocità.
Per ogni finestra buia ho rubato una parola.
Anfratto
Metempsicosi
Sgomento
Partenogenesi.

L'alba è un muro di nuvole, 
Malato di finestre, 
Incurabile. 

Passo in rassegna un esercito scricchiolante
In uniforme azzurra
Abiti leggeri
Davanti alle porte, ai portoni, 
Agli angoli del marciapiede.

Lui veglia.
Il suo corpo adesso svuotato
Ha conosciuto la carne e le bollicine
E ogni sorta di nutrimento e lacrima. 

Differenti
Sono soldati che temono più una notte di vento
Che d'essere schiacciati.
Domattina, comunque,
Non ci saranno più
E ogni casa
Ricomincerà a sentirsi lorda
E indifesa.


domenica 5 giugno 2016

Oche, ochette, ocacce

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