sabato 29 giugno 2013

Scaricità

Siamo scarichi.
Ci hanno riempito di dispositivi, dipendenze,
Vacche veloci dal muso di scimmia,
Da rincorrere
O corteggiare.
Interrompiamo i pensieri, gli sforzi, le cicatrici
Per diramare i silenzi
Imposti.
Scarichi per batterie, legioni, correnti.
Perché ci hanno dato in mano un telecomando,
Un cellulare,
Un topo,
Un panorama di stelle crepate e venti incollati agli occhi.
Scaricati,
Noi non abbiamo capito.
Tardi, stanchi, quasi muti, sordi.
In viaggio con gli occhi coperti,
Coperte le mani dalle direzioni,
Coperto il ghigno da paure in semplice,
Iraconda,
Neghittosa
Agitazione.
Tu, forse, vecchio mio, riesci a cavarmi una sera dal taschino,
Ché passi in fretta
Ché passi bene.


mercoledì 19 giugno 2013

long gone day


Sono le 00.22, ed è relativamente presto, sì.
Ma sono giornate così strane, gonfie, dense, che già le cose del mattino mi paion  l'altro ieri, o la settimana scorsa, a volte. Mi scopro a dire "l'altro giorno mi raccontavano che" mentre era solo qualche ora prima e non so, credo capiti a tutti, sì, la sensazione, ma è straniante.
Non in moto maligno, non negativo. è solo una densità con cui venire a patta e una volta, non so dove, non so chi, mi disse che non puoi ricordarti tutto ciò che fai in un giorno. Ovvio, pensai. Ovvissimo... altre stronzate? Immaginavo dentro me un rapporto di 1:1 e quindi, ammettendo un giorno di veglia da 12 ore, una notte di ricordaggio di altrettante.
Non era fattibile, nè molto intelligente, ma resta che anche riassumendo, è difficile dire... oggi ho fatto qusto. E allora ci voglio provare, oggi, proprio perché adesso, tardi ma non tardissimo.
Che poi ricordare in ordine mi è difficile. Il disordine, per i ricordi, è più adatto... cuci a caso, poi una cazzo di trama resterà.
E così.
Ho bevuto un tè caldo, poco fa, in mutande, fuori in giardino, con Obama che non vuole saperne di non leccarti i piedi, e con una luna a metà, e le anatre semipiccole che ogni tanto sciaguattano, e pure le zanzare, che insomma,,, anche loro non è che le puoi scacciare. E la lucetta ikea, quella solare, quella che si porta su e giù in giardino, mi è servita per leggere un libro per bimbini. non ricordo il titolo, comunque un orso una volpe e un coniglio al polonord.... e un uovo di pinguino. Mi è piaciuto, c'era una tavola, soprattutto, che mi piaceva, ve la scanno? okay, dai...mi alzo e vado..
e insomma, mentre ero fuori ho pensato all'odore dei gelsomini, tutt'intorno, un odore che vince per KO contro moltri altri, quasi tutti, quando si tratta di picchiare duro. In giro, passando in macchina in certi paesi, oggi, l'ho sentito rimbalzare tanto.
Poi ho pensato che stamane ho cominciato la giornata, credo, facendo l'amore, ma non ne sono sicuro, forse era ancora ieri, non so. e poi ho fatto qualcosa, al pc, qui, dove sono ora, ma non ricordo affatto, forse solo letto la posta, forse nemmeno quella. 
E oggi, son stato avevo un colloquio, so di essere arrivato tardi, ma non ricordo perché, so di aver fatto qualcosa, sul web, ma non ricordo cosa, e ho pensato, per strada, che arrivo sempre tardi, perché proprio non son capace di fare una cosa alla volta.
E poi tanto, il bello di avere il più completo disinteresse altrui, è che ogni ritardo, ogni mancanza, ti sono indifferenti,
Ma provo a cominciare, dai.
Ho risposto a tizio o caio o sempreonio, ho bevuto il caffè, mangiato una fetta di anguria, per colazione. Ah, ora ricordo cosa ho fatto la notte, prima di dormire! ho mangiato altra anguria, di notte, sempre la buio, sempre con obama che mi leccava i piedi. Ma non leggevo nulla, ascoltavo musica, credo, gli stereophonics.
Durante la strada ho usato il telefono, mentre correvo troppo, ma almeno ho risposto a non ricordo chi su non ricordo cosa. E sono arrivato in parcheggio, ho pensato di nuovo a quanto è bello il gelsomino, sono andato in bici a questa convocazione per un lavoro che non mi interessa, mi ha chiamato lo zanon, per un corso di recupero, e ho detto no, che non ho tempo di farlo.
Ho trovato quelli del colloquio, tutti là, in uno stanzone, l'esaminatore è un amico di mio zio, me lo ha presentato almeno tre volte, mi ha visto a fare le serate, i reading, ma con i capelli lunghi non mi riconosce più nessuno, e mi va benissimo così.
Ma dove ci siamo già visti, fa... ah si, nel web! 
E mentre aspettavo il colloquio scrivevo per un po' di cose, per lavoro, non lavoro,
a Jessica per info colloquio, e poi
nelle pause, menter ascoltavo gli altri che parlavano
mi sono letto un pezzo di libro in friulano, quello di Marchetta, che è pure bello
e ora finisce sul mio comodino
dove presto ci saranno i mostri
Poi sono passato al lavoro numero 3 (oramai li chiamo per numero) ho messo giù depliant che non mi servono più, preso un ctr che devo portare in una libreria, tirato un elastico a Cristina, fino a farle male, preso un incarico da Max, per la prossima settimana, di una materia che non so, ne saprò.
Sono corso in un centro vodafone, mezzora ad aspettare un'handicappata che si è presentata con il telefono che non le funzionava, difettoso, ma si scopre che ha messo la sim al contrario.
Io la sim, la devo tagliare, o meglio
mi han detto che non si può fare
il tipo mi chiede se me la deve tagliare
e io no
non si può fare, gli dico
e c'è una tipa rossa, col vestito rosso, troppo abbronzata, penso.
e comunque il tipo in trenta, forse cinquanta secondi,
mi taglia la scheda, e me ne vado, senza nemmeno chiedergli se devo pagare qualcosa. 
Perché poi, sono due settimane, quasi, che ho comprato il cell nuovo,
ed è ancora imballato, lì, che guarda con logo pietoso, chiedendosi perché diamine mi sia impossessato di lui.
Ma insomma
non ho tempo per
volo a pradamano
devo firmare attestati
mettere pure il voto, in friulano,
e la data
sono tanti
la prof è gentile mi ha messo tutto in ordine
si è offerta di copiare lei date e voti
ma io
io no
io gentile
faccio io
e ovviamente
sbaglio la data su metà foglio
ciò che era di cinque minuti è diventato di mezz'ora
Mission bidella
mi offre ciliege, 
le mangio per socializzare
mi serve sbianchettare una copia di questa e farne poi una dozzina
si, mi dice
si può fare
ma mentre aspetto che il bianchetto asciughi
mi racconta di san pietro
di francesco
e di due biker lacrimoni che erano a San Pietro, domenica, e che piangevano tanto tanto.
E buoni, mi ha detto,
Insomma...
finisco 
torno a csa
 trovo il pranzo, una tesina da sistemare in web, per emanuela
delle analisi da aprire, leggere, valutare,
e una mappa al volo di sara
da buttar giù
e martina da rassicurare via sms
stronzate sul genepy da sparare
un annuncio sui gatti da scrivere
due lettere, una la butto chiusa,
mangio un po' sì, un po' no, poi cioccolata e caffè, 
alle 2.15 devo ripartire
ma finisce che son le 2.25
ma arrivo lo stesso, biblioteca
ricolloco,
cazzeggio per mezzora
lavoro
mentre lavoro mando mail
leggo mail
non ne scrivo poi tante
Monica è simpatica
Gli utenti anche
conosco i due borderline,
e caronte, anche lui
un tizio, andando a correre
sull'argine del tagliamento
e poi si, a cena
pesce che non pago io
buono
e adesso il nuovo coso, che mi manda michela
e devo pensare pure d chiedere di dino
e mi sono dimetnicato di scrivere a psola
da mesi ormai
a eli, da giorni
vabbè, farò domani.
E niente, non ci si riesce a mettere insieme tutte le cose che fai.
Ecco mi sono ricordato dei gatti, stamane, che giocavano con le oche, ecco perché ho perso tempo.
E c'era anche la roba da ficcare nei cassetti
ah si, e prima e dopo cena, stasera, ho fatto una lavatrice, normale,
mentre quella di ieri era di scarpe...
ma sono solo io che faccio la lavatrice di scarpe?
Ah, si, e poi ho finito un disegno, per un personaggio,. per delle lezioni per imparare il friulano
e poi si, ecco, ieri sono riuscito lo stesso 
prima di dormire
a leggere due pagine di un libro ultrabello
coi disegni bellerrimi
non ho palle di cercare adesso,
comunque è Pollicino,
ah, ecco, ho scritto a Gianfranco, oggi, o meglio lui ha scritto a me, vuole i segnalibri
perché si, mi fanno fare i segnalibri e io sul retro ci metto gli scrittori che mi piacciono
ecco.
E poi?
Basta... eppure c'erano cose imprtanti e/o belle, pensate.
Niente pensieri di gelo, no. 
 Eccetto questa pagina di diario, che era un esperimento per me, ed è fallito
e vabbè, :D



lunedì 17 giugno 2013

Gattume, passiflora, gelsomini

video



venerdì 14 giugno 2013

Fatti di C'era

Ho corso poco, ero stanco;
Ho raccolto un granchio ed erano due;
Con questi capelli mi toccherà comprare del balsamo
O un paio di forbici iraconde;
Avevo un melone, giallo,
Ma hanno vinto le zanzare;
C'erano 26 gradi,
Ma l'acqua ne regalava metà al sale,
E ho corso 6, ma parevan 12.
L'imbrunire sembrava fatto di C'era.


giovedì 13 giugno 2013

Al mare, di sera

La cosa bella è che devi un po' importelo, di saltare giù dal treno delle cose da fare, per andare a correre al mare dopo lavoro.
La cosa brutta è che devi comunque ricordarti tutto, in mezzo alla fretta del prima di partire: scarpe, calzini, ipod, altre cuffie, ciclisti, maglietta, fascia, porta cell, asciugamano, anzi zanzare anti asma e anti un sacco d'altre cose.
La cosa bella è che lo zainetto decathlon per il fresco funziona bene, considerate le ore in macchina, sotto il sole.
La cosa brutta è che la banana è un po' congelata, il melone sembra crudo.
La cosa bella è che l'acqua sembra di c'era, la gente non c'è, e se c'è, non si vede.
La cosa brutta è che al posto della gente ci sono le zanzare, ne ammazzi a coppie, con una mano, sulle gambe, e ti lasciano schizzi di sangue che paiono quadri futuristi.
La cosa brutta è che ci sono granchi dappertutto, nell'acqua bassa, grandi quanto uno mano, ne raccogli uno e scopri che sono due: con una sola chela, sorreggi una granchia.
La cosa bella è che fa caldo, fuori, e non ti ricordavi che l'estate era così bella.
La cosa brutta è che l'acqua ha dieci gradi in meno, ma si sta bene lo stesso, e le zanzare muoiono.
La cosa bella è he ti sei ricordato di prendere un asciugamano, che serve più per le zanzare, che per altro.
La cosa brutta è che è troppo nuovo e non asciuga un cazz.
La cosa bella è la sabbia nei piedi, che sembra una coperta.
La cosa brutta è che... boh, ho la memoria corta dei pesci, ma di bello c'è che tutte le bose brutte, per me, sono belle.


domenica 2 giugno 2013

Gocciolii

I muri arricciano il naso,
Con smorfie,
Dileggiano il nostro dormire
O non dormire.

La pioggia, fuori, 
Con le sue mani calde
E pasciute,
Ci invecchia e plasma.

Sul comodino,
Di vetro, plastica, carta o sospire,
Poggiamo il cuore:
Gocciolerà
Indolente
Fino a domani.



 

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