domenica 19 febbraio 2017

Bucanevi e spine

I bucaneve si sono persi
In questi inverni caldi
Smarriti 
Schivano i calcagni e le primavere 
Pagano dazio ai crochi 
Doppiamente variopinti,
Usurpatori di vocali chiuse. 

Scremando gli sguardi
Con un borbottio ordinato
Si chinano a leccare
La faccia all'erba.

Sulle ombre ancora lunghe
Dei rami secchi 
Che ne carezzano la nuca 
I germogli 
Paiono spine.


domenica 12 febbraio 2017

Comandamenti


È stato incidendo
A piccoli morsi la pergamena
Tremante delle labbra.


Ho disegnato il volto
Coperto dalle mani a coppa
Di un desiderio: 
Gambe e braccia e ali e coda 
E il dettaglio della barba a sprazzi
Incanutita e crespa.


Con un polpastrello, 
Interruttore che non interrompe 
Ho sciolto i lacci alle nocche
Svelato le code degli occhi
E un firmamento di qualcosa
E' caduto dal primo bacio
Senza farsi male
Sui seni scoperti


Il desiderio è rimasto aggrappato
A socchiudere le labbra
A farne fessura sibillina 
Per un intero
Appassionato e nuovo
Comandamento.


giovedì 9 febbraio 2017

Come non averti


Come non averti qui
Nella torta poco cotta che ha mangiato il gatto
Nelle mani stese ad asciugare
E nelle crepe
Delle mura insuperate 
Delle mie mancate verità.
Come non averti
Qui dove si rovescia la pioggia
Dei miei lombi
Dove divaga il sentiero
E nel pertugio aperto dai passi
Si fermano gazze e scoiattoli
Come non averti qui ora
Di fianco alle cretinate
E in groppa a un cavallone
Di entusiasmo
E belle canzoni.
Sulla pergamena sbiancata
Coi denti e la saliva
Hai scritto i nomi e i cognomi
Di tutte le stelle
Che ti sono cadute addosso
Senza spostarti
Come non avessi qui
Un posto
Per metterle.


martedì 7 febbraio 2017

Facciamo facciamo che adesso

Facciamo facciamo che adesso 
Mi stendo e incrocio le mani 
Sul petto 
E per far posto alle mani 
Si spostano papaveri e fiordalisi
Che vanno a rubare il posto alle margherite
Che vanno a rubare il posto alle stucchevoli rose
Che non trovano di meglio che crescere sull'asfalto
Schiacciate così le spine come il profumo.
Facciamo facciamo che adesso
Apparecchio un tavolo di posate e prigioni
La sedia tessuto di bugie
I Piatti di paglia
Odorosa d'estate
Oppure terra
Secca e senza semi.
Facciamo facciamo che adesso
Porto a spasso l'appetito
Fino a dove cominciano le montagne
E lì lo abbandono
Come si fa con un bicchiere vuoto
Nell'osteria ubriaca del sabato sera.
E facciamo facciamo che adesso
Invece di tornare proseguo
Rincorro una formica
Un rigogolo
Un cirro
E tutto resta così
Riassegnato agli spettri.


domenica 5 febbraio 2017

Mi cade la testa


Mi cade la testa
A ogni curva e ogni dosso
Dicono sia influenza
Ma io so che non è vero
La vedo rotolare dal freno all'acceleratore.
Poggiata sul sedile
Cade di nuovo
E guidare diventa un atto di concentrazione.
Mi cade la testa
E dicono sia stanchezza
Ma io so che non è vero. 
Sono andato a raccoglierla in birreria
Sotto il letto
Nella cesta dei panni sporchi
Faceva la sua figura
Sulla mensola
Insieme alle altre,
Ma è caduta di nuovo,
Senza farsi male e senza
Farsi vedere
Si è perduta come si perde
La pazienza
O il tempo
O un punto all'uncinetto.
Cade, cade ancora,
Forse è colpa del rasoio nuovo
Dei baffi storti
E della barba che non pesa
Abbastanza.
Vado a cercarla.
Non aspettatemi.
Buttate un occhio
Piuttosto
Dove vi siete sbucciati un ginocchio
Per l'ultima volta.
Se la trovate,
Ridatemela.


lunedì 30 gennaio 2017

Vetro vuoto


Mentre leggo a voce alta le poesie di Elisa
Ho unghie e capelli e barba troppo lunghi e a volte
Sbaglio gli accenti 
E le tensioni.
Un vetro vuoto occhieggia languido dalla mensola
Mia madre ha mangiato tutti i marshmallows
Anche quelli seccati, vagamente bitorzoluti.
Un altro vetro vuoto è stato lavato
Da poco e per lui
So dove vivono gli orsi
                         [gommosi
E i cuori dalla pelle ruvida
                         [di zucchero.



venerdì 27 gennaio 2017

Potresti venire qui


Potresti venire qui, adesso
Il fuoco galoppa incandescente
Minaccia il gelo acquattato
Negli angoli
Mentre leggo poesie povere
Di boria
Con le scarpe
             [piccole
             [e senza suole

Potresti venire qui
C'è il Buon Inverno
C'è il tè allo zenzero
C'è pace e io giocherei
Col tuo sedere bizzoso.

Posso leggerti una storia
Posso scrivertene una
Forse strapparti
Tutte le cuciture
E indossarti come una regina.

Potresti
Venire qui adesso
C'è spazio tra le mie costole riottose
Tra i miei complicati sospiri
C'è il posto che ti compete.


martedì 24 gennaio 2017

Addormentarsi scomodi

Mi piace arrendermi a questo gelo 
Coriaceo e chiacchierone
Dormendo sul divano scomodo
Al crepitio della fiamma
Con coperte improvvisate e fantasmi
Sinceri
O anche scaldarmi a gambe incrociate
E grandi scodelle
Di latte e apatia
E caramelle 
Gommose e spaventate.
Mi piace questo Collodi 
E la sua fiaba vivace
Di Pipì e sonno 
E altre discrasie,
Nei metri che separano
Il culo dall'interruttore 
Galleggia il mare del sogno
Sventato dai Depeche
Dagli occhiali caduti,
Da tutto ciò che non è ancora domani
Né oggi.


venerdì 13 gennaio 2017

Nei fiammiferi


A casa mia non ci sono fiammiferi 
Nessuno fuma e gli accendini 
Hanno quel sorriso comodo e senza ombra
Della modernità. 
Abbiamo caricato così
Lo sfrigolio, 
Il ritmo scrosciante della scatola agitata,
L' odore dello zolfo
Le dita scottate
L'immagine di un nonno intento a bestemmiare,
Tutto sul treno 
Senza ritorno dei ricordi lieti.

Ora a poco vale
Ricomprare;
Meglio correre avanti
Sfrigolare di fiamme
E diavolina:
Cercare nello scoppiettio del fuoco
Il borborigmo di una nuova identità.


martedì 3 gennaio 2017

Interpol e lumaconi

Non ho cercato a lungo chi potesse accompagnarsi ai lumaconi, 
Striscianti miseri e scalognati, tra funghi e pomodori. 

La mostarda, senza dubbio, e formaggio e culatello e poi loro, 
Quelli col nome da poliziotti, con quel disco meno bello del primo, 
Come tutte le cose, 
Ma tutto uguale in un modo delizioso.
Da Evil a Slow hands si cuoce il sugo, 
Il resto delle serve per mangiare, mentre il calcare può aspettare, 
Ora non c'è, e la birra, 
Anche se non è la migliore che ho, oggi è cinese, 
Perché le cose a volte devono essere anche adatte e soltanto adatte. 

Ora si mangia, perché tutto raffredda in fretta 
E così è da sempre.



 

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