venerdì 13 gennaio 2017

Nei fiammiferi


A casa mia non ci sono fiammiferi 
Nessuno fuma e gli accendini 
Hanno quel sorriso comodo e senza ombra
Della modernità. 
Abbiamo caricato così
Lo sfrigolio, 
Il ritmo scrosciante della scatola agitata,
L' odore dello zolfo
Le dita scottate
L'immagine di un nonno intento a bestemmiare,
Tutto sul treno 
Senza ritorno dei ricordi lieti.

Ora a poco vale
Ricomprare;
Meglio correre avanti
Sfrigolare di fiamme
E diavolina:
Cercare nello scoppiettio del fuoco
Il borborigmo di una nuova identità.


martedì 3 gennaio 2017

Interpol e lumaconi

Non ho cercato a lungo chi potesse accompagnarsi ai lumaconi, 
Striscianti miseri e scalognati, tra funghi e pomodori. 

La mostarda, senza dubbio, e formaggio e culatello e poi loro, 
Quelli col nome da poliziotti, con quel disco meno bello del primo, 
Come tutte le cose, 
Ma tutto uguale in un modo delizioso.
Da Evil a Slow hands si cuoce il sugo, 
Il resto delle serve per mangiare, mentre il calcare può aspettare, 
Ora non c'è, e la birra, 
Anche se non è la migliore che ho, oggi è cinese, 
Perché le cose a volte devono essere anche adatte e soltanto adatte. 

Ora si mangia, perché tutto raffredda in fretta 
E così è da sempre.


lunedì 2 gennaio 2017

Buoni propositi


E per i buoni propositi ormai
Cosa ci resta?
Molto poco, quasi niente
Forse solo ricordarsi che un fuoco d'artificio
Continua a vivere solo quando diventa
Incendio
E tanto più lunga è la sua storia quanto
Più sono i danni che provoca; 
Forse è solo ragionare
Sulla striscia d'ombra che mantiene ghiacciata
L'erba
Che si spezza al tocco
Delle dita.
Poco altro ci resta.

La misericordia, la pena
I ricordi struggenti dei vuoti e delle dolcezze mancate,
Li vogliamo cancellare tutti
Nel buco nero di un numero di 4 cifre,
Illusi 
Scontrosi 
Falsi 
Ci costruiamo attorno mondi governati da leggi
Governate dalle nostre impressioni,
Convinti che nel buon anno
Possiamo mettere tutto e invece 
Dimentichiamo tutto. 

Domani farà freddo e chi uscirà di casa
Senza giubbotto 
Sarà dato in pasto ai brividi.
Ne siamo consci eppure 
Qualcuno ancora ci prova,
Qualcuno
Sa fare del sacrificio
Una perplessità.


venerdì 30 dicembre 2016

Rubando cubetti ai russi neri


Il mio bonsai sopravvive con i cubetti
Di ghiaccio
Avanzati ai Black Russian
Che lascio sciogliere sognando
Vicino al divano.

A queste ore tardissime le stelle
Han la voce rauca
E sgraziata e io 
Che le guardo vegliare
Sul respiro lento di tutti
Quelli che conosco 
Mi sento un po' così, 
Fuori posto,
Come a vagare nei pressi
Del sentiero battuto
Tra i rovi e le ortiche
Cercando un posto per cagare.

Meglio dormire allora
Mettere la foto di un'alba
Come sfondo del cellulare
Senza dire che era un tramonto,
E senza dire altro.


mercoledì 28 dicembre 2016

Ho preso una scatola


Tu non sai non sai
Che ho preso una scatola
Una scatola grande
Ed ho messo ho messo
Dentro tanto e tanto 
Così.
Ho messo l'alba, Padova, Trieste, 
I Radiohead interi tutti e bellissimi seni
Ho messo poesie a fonda notte,
Ho messo il viso azzurro di lacrime e tempesta
La voglia assurda e fradicia di far l'amore
E tutto intero anche il segreto
Il segreto del dormire, il segreto intero
Il segreto tutto di una scatola che mai
Mai non è grande, grande abbastanza. 
E allora non sai non sai
Che ho preso una scatola
Una scatola più grande
Grande anche di più
Mancava Blake, Motta e Gazzè,
Mancavano i campi lunghi e distesi,
L'acqua gelata più verde che blu
E i quadri, i disegni, le schiene, i sentieri,
Le mani, i morsi, la bocca, il sedere
Nella scatola non stanno
Nella scatola
Che ho preso.


domenica 25 dicembre 2016

Scodelle di buio


La luna la notte
Scorsa
Sembrava una scodella
Il fondo in giù
Sbreccato sbiadito poggiato
Sopra una stella,
Riempita di buio
A sufficienza
Da esser colazione
Per tutti
Inghiottita in fretta
Chi tanto, chi troppo
E nessuno nulla
Lasciando star
Che non sia tonda tanto
Si deve
E poi
Il tepore sempre ritorna
Sempre
Ci distrae
Siano nuvole, rugiada o galaverna


sabato 10 dicembre 2016

Svegli e morti


Siamo unghia e siamo calza
Fatti tutti così 
Col buono che è impasto da leccare dalle dita
Arrampicato
In salvo
Ai bordi della ciotola
Di una torta 
Che non sappiamo preparare
Né farcire.
Siamo smarrimenti e comodo,
Approssimazione e chiacchiera
Cuscini sprimacciati,
Un cassetto di refurtiva
Di nessun valore
Siamo decorazioni natalizie
Svegli e morti
Una maschera sul comodino
E una coda di squame
Che fingiamo di non avere
Ma continuamente
Calpestiamo.


giovedì 8 dicembre 2016

Scelleratezze incaute


C'è qualcosa di incauto nell'addormentarsi soli
O male accompagnati.
La stessa scelleratezza di una Luna che ride senza sosta
Per una notte intera
O delle stoviglie sporche
Dimenticate.
Gli occhiali annaspano dentro un cuscino
Piegato in due
Ma dalla radio spenta, dalla mattina buia
Dalla tovaglia macchiata
Ci si salva alle cinque e mezza
Accendendo il fuoco
Scuotendo la voce di Iggy Pop con la scatola
Dei biscotti
Contando le bolle di sapone
Che non durano quanto la malinconia
Ma ne rubano i riflessi
E ne bagnano il viso.



martedì 29 novembre 2016

Cous cous sottile

Stasera
Come ogni anno
È la sera in cui mi accorgo che sono arrivate
Le stelle d'inverno,
Ma è arrivato anche il freddo
Che ce le fa guardare poco
Questo cous cous che ho comprato
È troppo sottile, inconsistente;
Sembra le cose che dico agli altri,
Le cose che hanno ragioni
E quelle che le hanno perdute.
Ci metto zucchine peperoni melanzane
Noci scalogno e pollo
Olive e zenzero ma in qualcosa
Sbaglio
In qualcosa sbaglio sempre.
Bon Iver canta a un volume troppo alto
E io per una sera da 5 anni almeno
Proverò a leggere e non fare altro
Contando pagina a pagina
Tutte le persone a cui non ho scritto mai una poesia
Che non sono poche e non sono poi
Tante.


mercoledì 23 novembre 2016

Elegia all'errore


Sulla soglia di casa tengo in equilibrio una birra
Di troppi luppoli e poca schiuma.
L'accompagno con marmellata di fichi e noci 
E una fetta biscottata rubata 
Alla mattina dopo.

I bicchieri offendono l'acquaio 
Da una settimana ormai,
Invece di dormire prendo a calci 
Cuscini nell'intera periferia 
Del sogno.

Conosco i cimiteri di tutto il Comune
Conosco più canzoni degli Alice in Chains
Che da chiostro o dei cartoni animati.

Ho la saracinesca rotta
Perennemente aperta
E un demonio curioso sbircia 
Mentre metto in tasca 
Le tette di una francese di cui non so scrivere il cognome.

Funziona così che tutto non funziona
E nell'elegia all'errore
Dilaga l'ilarità.



 

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