sabato 5 gennaio 2013

Semi

Sono un po' orfano dell'altro blog e allora uso questo, che per fortuna non lo caga mai nessuno, e sono felice così. Oggi e domani e dopodomani lo voglio fare per un atto di giustizia. Nei confronti delle mie poesie dell'ultimo scorcio di 2012. Le tre poesie horror, quelle che ho mandato a Scheletri, così, tanto per sostenere il sito e per stuzzicare Cristina, e obbligarla a partecipare. Alla fine ne volevo mandare una soltanto, ma è andata che ne ho scritte quattro e mandate tre.
E siccome okay, io di poesie vere, non pensieri, ne scriverò a malapena due, a volte tre l'anno, perché non ne ho capacità e troppo dovrei studiare e investire per tentar la via. Però quei pensieri a metà strada, che vanno più verso la poesia, rispetto all'accozzaglia di parole, sto attento anche agli spazi, alle pause, agli a capo. E mi spiace che uno li debba leggere senza, come se fossero parole a caso pressate in una tasca, che come vengono, vengono. I silenzi e le pause sono ancora più importanti, si sa, che le parole cambiano a seconda di quanti e quali silenzi ci metti intorno.
E allora, siccome sul sito di scheletri le trovate tutte senza silenzi, qui sotto eccovi la prima, Semi, che poi era l'unica a non avere pause. Una storia, in fin dei conti, che gioca sul triplice significato della parole, i semi delle carte, delle piante, dell'uomo. Semi casuali, buoni e cattivi, inseriti nello stupro di gruppo di una strega (e lo so, forse non la dovevo scrivere questa frase, che mi manderà sul blog un sacco di pervertiti del paranormale) con relativa vendetta.
A me, piace molto.





Semi




Crebbe il mirto, d’altro fu il rovo,
ortica, acacia, biancospino.
Dicevano strega, eri una bambina.
Noi in troppi e troppo
il nostro amore.
Un mazzo di carte, due chiodi
a spalancar le cosce.
Fiera, graffiavi,
e ora i germogli:
rami, foglie, spine, fiori,
a spaccar pelle, intasare gole.
Esploso il volto al re di picche,
Aspetto
io,
due di cuori.


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3 commenti:

Romina Tamerici ha detto...

Non so se posso commentare, visto che eri felice di startene qui solo soletto, ma sono passata per caso e devo dire che il tuoi versi hanno uno stile davvero particolare e un po' criptico che considero interessante. Non preoccuparti, ora volo via.

Daniele ha detto...

Bella, davvero. Il Gelo è un poeta, anche se dice di non esserlo :D

gelo stellato ha detto...

@Romina
certo che si può commentare. su un blog dove uno mette sotto le poesie "Che figata!" e "Yeppa" ti pare che non si possa? :D si può tutto!

@Daniele
detto da te è un vero complimento. :)

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