Arrivano le streghe,
Ma hanno corte le sottane e non ballano più.
Ma hanno corte le sottane e non ballano più.
Le rughe nascoste
Dalle luci e dal belletto;
Le tette a spasso sullo scodinzolare degli occhi.
Gli orchi invece occhieggiano,
Armati di denti candidi e gin tonic.
Conservano nei portafogli,
Artigli e inganni,
Numerati dal primo ai successivi.
I morti tuttavia,
Si trastullano con le zucche migliori,
A volte gli sfuggono,
Le rincorrono tutta notte;
A volte sbirciano annoiati,
Dai ricordi e dalle fotografie,
Si mordono un labbro,
Sbuffano,
E scelgono di non tornare più.
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