mercoledì 25 luglio 2018

Le code ai tramonti



Tre passate
And I got myself a beer
Ha sulla pelle una teoria di rugiada
Non disturba le zanzare
Che banchettano sui polpacci
Fra un rutto di avvertimento
E uno di protesta.

La tenda non bussa alla porta
Ha i piedi bagnati,
Non si è dimenticata l'acquazzone,
Ma meglio ricorda i guizzi
Delle ombre
Delle farfalle
Del mais.

Come un cuscino non seduto
Ho dedicato tutto il tempo
Chiuso tra queste parentesi di buio
E di non lavoro
A chi ne avrà meno di me
Per tirare le code ai tramonti
E i tramonti alle giornate.

Tu invece
Hai salvato le tue gioie minute
Nello scrigno grande
Ché siano facili da trovare
Da vendere ai ladri
Prestare ai vanitori
E regalare ai buffoni.



sabato 30 giugno 2018

Fenicotteri in piazza



La piazza ha schivato il temporale
Con un rintocco di silenzio.

Ora è una toppa di penombra
Che sbatacchia agitata
Dal canto delle rane,

L'ombra di un fenicottero
Sul catrame ruvido
Viene dal ghiaccio
E dalla sete.

Non ci sono mai molte parole
Per raccontare il sonno.
I sogni
Che vivono nelle sue viscere
Ne vorrebbero ancora meno.


martedì 26 giugno 2018

Come la luna bellissima


Sei bella a volte
Come la luna bellissima 
Con la faccia che mi vola sugli occhi
E noi a guardare 
Prosecco e patatine
E la pelle che si disegna sul corpo
Senza domanda alcuna.
Sei bella e ti guardo
Senza un graffio di trucco 
Ma le carezze del sonno
E il dilemma del bacio sciolto
Dalla gambe aperte e dalla schiena
Arco senza frecce.
Sei bella come le donne che non ho avuto
Né voluto
Convinta dall'inverno
A diventare estate
E concederti davanti al mare
Mentre la luna bellissima lenta
Immerge la faccia.



lunedì 4 giugno 2018

Balene rosa


Balene rosa
Agitano la coda
Dell'imbrunire.


venerdì 1 giugno 2018

Mojito


E gettato
Un cuscino e il culo
In piazza e spesi
Quei minuti quieti e scelti 
A preparare una tomba
Sontuosa al rum
E alla menta

Siedo

A far sgocciolare la giornata
Dentro il volo spezzato
Ma sicuro del pipistrello
E sotto le traiettorie
Della zanzara
Che mi corrono sui piedi
E sui polpacci senza
Muover carezza.

Sorseggio

Con meno rumore di Hemingway
E di Hansard
E di questo sbuffo dell'auto che ha rotto il silenzio
Abbaiato dai cani.
Sull'asfalto rimano
Il gracidare di tutte le rane sveglie
E sulle rane
Si stende svogliata
Una luna inappetente.

Tu dove sei?

Con quali diavoli hai fatto
Troppo presto la pace?
Con quali perplessità
Hai intrecciato le ceste del comando?
Non è forse il profumo
La chiave che svelle e dirada?

Ora
Non c'è più ghiaccio, nel mio bicchiere
L'ultimo sorso
Si è fatto scia.


lunedì 28 maggio 2018

Un piatto muto


Un piatto muto.
Il pesce sulla griglia
Scherza le rane.


martedì 20 marzo 2018

Del nevischio all'uscio


Le tende hanno passato la notte
Aggrappate
Gambe all'aria.
Ogni porta aveva il suo spettro
Guardiano dalla doppia mandata.
Del nevischio all'uscio
E' rimasto poco:
Una ferita sottila
Un velo di ghiaccio gentile
Ogni passo
Una mappa disegnata
Un tesoro minuto e introvabile
Sepolto nel giorno che verrà.


giovedì 1 febbraio 2018

Innocui nuotano




Innocui nuotano
Squali all'orizzonte
Prede del buio.




giovedì 9 novembre 2017

Regina senza pari

Non scriverò sulla schiena delle tue parole.
Lascerò il foglio bianco e i pesci faranno compagnia
Ai mostri marini che non ho disegnato.
Saranno le righe sottili a governare lo spazio
E quelle belle parole
I chiasmi, i calembour, sineddoche e anafore
Non troveranno posto
Non sopravviveranno nella memoriadopo essere state cercate
E trovate.
Io sono quello che non muore
La mano data e quella rifiutata
Sono quello che rimane, resta, avanza.
E non chiedo perdono, non chiedo, non perdono.
Si smarriscono tutte le volte i sentieri,
Nell'usura delle suole,
Dagli strappi nelle tasche
Sul trono di Solitudine
Impronunciabile, Illeggibile
Regina senza pari.


giovedì 19 ottobre 2017

Divani scomodi


Sono quasi le 5, ma sono lontani i tempi in cui l'alba, a quest'ora, era alle porte. 
C'è un disegno che si allunga dalla torta di mele di mia madre al latte freddo e insapore. 
C'è una canzone del Buon Inverno che fa lo stesso dalle braci ancora calde alle castagne che non ho preparato. 
Tu dove sei? 
Dove hai messo le cose belle che mi spettano? 
Dove hai nascosto i miei cuccioli di dinosauro e gingilli per tenerli occupati? 
L'ombra di un codino alto non è più meditazione sulla scacchiera della tovaglia. 
Alle pareti si moltiplicano i demoni buoni 
Che non rinchiuderò in una cornice di legno. 
Domani è fra un'ora e io ho ancora le mani piene di carezze, 
Di sesso, di colori, di sorrisi strappati e moltiplicati, 
Di fatica, di briciole, delle piccole meraviglie celate nella piega di un petalo.
Sul divano scomodo, senza mai sprimacciare cuscini, si possono costruire cattedrali e draghi di carta. 
I sogni, quelli no, quelli stanno seduti in tavola e ci guardano 
Aspettando una di quelle birre gelate di cui è pieno il frigo.



 

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